{"id":8867,"date":"2022-09-20T07:00:00","date_gmt":"2022-09-20T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=8867"},"modified":"2025-02-19T15:04:14","modified_gmt":"2025-02-19T14:04:14","slug":"il-subacqueo-consapevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2022\/09\/20\/il-subacqueo-consapevole\/","title":{"rendered":"Il subacqueo consapevole"},"content":{"rendered":"\n

Il subacqueo consapevole deve riconoscere i rischi che il suo impatto pu\u00f2 avere nei confronti dell\u2019habitat marino. Alcune ricerche ce lo dimostrano. Cosa fare? La mia partecipazione a Horizon Expedition Eagle Ray a Marettimo pu\u00f2 essere un esempio.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

La vita sott\u2019acqua \u00e8 delicata e preziosa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n

Il mare<\/strong> ha molte sfaccettature. \u00c8 un luogo di vita per molte specie animali e vegetali, una risorsa economica per le persone, ma anche un luogo di svago. <\/p>\n\n\n\n

Purtroppo, troppe specie mediterranee sono in pericolo a causa dell’inquinamento, dello sfruttamento irrazionale delle risorse e del cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n

Il mare<\/strong> segna indubbiamente l’identit\u00e0 degli abitanti delle zone costiere, spesso legata alla loro tradizione e al loro paesaggio marittimo. A volte tale prossimit\u00e0 fa perdere l\u2019importanza della cura del proprio territorio. Ma una cosa \u00e8 certa: nessuno vuole vedere il mare danneggiato, alcune specie scomparire o i rifiuti galleggiare per decenni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Il subacqueo consapevole deve riconoscere questi rischi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Le specie a rischio<\/h4>\n\n\n\n

Tra le specie a rischio vi sono, ad esempio, la foca monaca<\/a><\/strong>, la pinna nobilis<\/a><\/strong> e la tartaruga Caretta Caretta<\/a>.<\/strong> Oltre ad una caccia spietata alle specie protette a livello internazionale, tra le minacce pi\u00f9 evidenti ci sono anche la cattura accidentale nelle reti da pesca abbandonate<\/strong>, l\u2019inquinamento da plastica<\/strong> e da altre sostanze inquinanti.<\/p>\n\n\n

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La Posidonia oceanica<\/h5>\n\n\n\n

E non si pu\u00f2 fare a meno di ricordare le problematiche della Posidonia Oceanica<\/strong>,<\/a> specie endemica del Mediterraneo. \u00c8 a rischio a causa dell\u2019aumento della presenza dell\u2019uomo sulla fascia costiera, l\u2019ancoraggio selvaggio, il riscaldamento delle acque, l\u2019inquinamento marino, la pesca a strascico, e di tutte quelle cause antropiche che vanno ad alterare i fondali marini. <\/p>\n\n\n

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\u201cCinquant’anni fa,<\/a> il Commandante Cousteau <\/strong>aveva evidenziato al mondo intero la fragilit\u00e0 del mondo subacqueo. \u00c8 stato tra i primi a segnalare il declino della salute degli oceani e ha dedicato loro tutta la sua vita, esplorando i fondali marini con la sua nave scientifica Calypso.<\/a><\/em> Oggi, molte delle sue profezie si sono rivelate vere.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

Il subacqueo responsabile e le responsabilit\u00e0 del subacqueo<\/h4>\n\n\n\n

Solleviamo un tasto che potrebbe risultare dolente per alcuni di noi subacquei<\/strong>. Ma credo sia controproducente indossare paraocchi, mantenendosi nella passivit\u00e0, piuttosto che affrontare la realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n

Non sveler\u00f2 un segreto accennando alcuni dati in relazione all\u2019impatto della subacquea sull\u2019ambiente<\/strong>. Sono per\u00f2 convinta che unendo le forze, si potr\u00e0 arrivare ad alcuni compromessi, accettabili per tutti. E a soluzioni valide!<\/p>\n\n\n\n

L\u2019impatto del subacqueo<\/h5>\n\n\n\n

L\u2019impatto del subacqueo sull\u2019ambiente marino dipende essenzialmente dall\u2019entit\u00e0 della frequentazione,<\/strong> dalla vulnerabilit\u00e0 di specie e habitat presenti<\/strong> e, soprattutto, dalla coscienza ambientale del singolo subacqueo. <\/strong><\/p>\n\n\n\n

Da uno studio interessante, condotto nel Parco Marino della Grande Barriera Corallina Australiana<\/strong>, \u00e8 stato evidenziato l\u2019impatto delle diverse tipologie di subacquei.<\/p>\n\n\n\n

I risultati hanno dimostrato che la maggior parte dei danni sono causati dal movimento delle pinne<\/strong>, da subacquei di sesso maschile e che la frequenza dei danneggiamenti \u00e8 maggiore nei primi dieci minuti di immersione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

I subacquei <\/strong>dotati di apparecchiatura fotografica<\/strong> causano danni maggiori di quelli senza.<\/p>\n\n\n\n

I subacquei maschi<\/strong> tendono ad essere pi\u00f9 \u201cavventurosi\u201d e a seguire meno le istruzioni date loro nel briefing. Le donne subacquee<\/strong> tendono ad essere pi\u00f9 attente a non venire in contatto con gli organismi presenti, ad usare pi\u00f9 le mani piuttosto che le pinne per sorreggersi.<\/p>\n\n\n

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Alcune idee<\/h5>\n\n\n\n

Il turismo subacqueo di massa, quando raggiunge concentrazioni troppo elevate, provoca un reale degrado. Occorre applicare il Principio di Solidariet\u00e0 Ecologica<\/strong><\/u> che consacra l\u2019importanza dei legami tra tutela ambientale<\/strong> e attivit\u00e0 umane<\/strong> su un determinato territorio. Al fine di garantire la continuit\u00e0 <\/strong>sia della biodiversit\u00e0<\/strong> che delle attivit\u00e0 legate al mare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Pertanto, prima dell\u2019immersione<\/strong>, \u00e8 fondamentale dare precise indicazioni di comportamento<\/strong> ai subacquei<\/strong>. Mettendoli in condizioni di poter regolare il loro assetto<\/strong> senza causare danni, n\u00e9 durante la discesa n\u00e9 durante il tempo di fondo.<\/p>\n\n\n\n

Appare quindi corretto pretendere da un subacqueo<\/strong> consapevole<\/strong> un comportamento responsabile<\/strong> attraverso la valorizzazione e la condivisione delle conoscenze<\/strong>. Instaurando procedure sistematiche nella fase di formazione e di pratica. O promuovendo, all\u2019interno dei diving center e delle scuole azioni di educazione ambientale e di monitoraggio<\/strong>.<\/p>\n\n\n

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Insomma, le idee non mancano e il subacqueo consapevole potrebbe sfruttare le giornate di freddo invernale dedicando un po\u2019 di tempo ad alcune attivit\u00e0 didattiche. Che contribuiscano alla conservazione dei siti naturali che frequentiamo abitualmente.<\/p>\n\n\n\n

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La rete fantasma di Isola delle Femmine<\/a><\/blockquote>