{"id":6963,"date":"2022-03-01T07:00:00","date_gmt":"2022-03-01T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=6963"},"modified":"2025-02-19T15:07:56","modified_gmt":"2025-02-19T14:07:56","slug":"il-contratto-sociale-tra-luomo-ed-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2022\/03\/01\/il-contratto-sociale-tra-luomo-ed-il-mare\/","title":{"rendered":"CO.GE.PA: il “contratto sociale” tra l’uomo e il mare"},"content":{"rendered":"\n
Il contratto sociale tra l\u2019uomo ed il mare nasce in Sicilia, grazie ad un consorzio. CO.GE.PA \u00e8 un meraviglioso esempio di integrazione tra societ\u00e0, enti e persone che vivono grazie al mare. E che hanno deciso di rispettarlo.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
CO.GE. P.A. -CASTELLAMMARE DEL GOLFO E PALERMO OVEST- \u00e8 un consorzio di indirizzo, coordinamento e gestione tra imprese della pesca costiera, locale, artigianale e ravvicinata di Castellammare del Golfo e Palermo Ovest<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 stato promotore ed attuatore di diversi Piani di Gestione Locale<\/strong> introdotti con la programmazione Europea attuata mediante il Fondo Europeo per la Pesca 2007-2013<\/strong> e dal Fondo Europeo per gli Affari Marittime e la Pesca 2004\/2020. <\/strong><\/p>\n\n\n\n
I vertici di Co.Ge.P.A.<\/h4>\n\n\n\n
Ai vertici del Co.Ge.P.A<\/strong> ci sono il Presidente, Sig. Salvatore Lucido<\/strong> e il Responsabile del Comitato Tecnico- Scientifico Dr. Marco Toccaceli<\/strong>. Che, forti delle loro esperienze professionali rispettive hanno saputo portare avanti tale progetto fino alla sua concretizzazione malgrado i numerosi ostacoli, amministrativi, sociali ed ambientali, incontrati lungo il percorso. Insieme hanno dato origine a Co.Ge.P.a, il contratto sociale tra l\u2019uomo ed il mare.<\/p>\n\n\n\n
Il Presidente<\/h5>\n\n\n\n
Il Capitano Toti Lucido<\/strong> \u00e8 nato nel 1964 ed \u00e8 un isolano a tutti gli effetti. Appartenendo ad una delle famiglie pi\u00f9 antiche di Isola delle Femmine (Pa), \u00e8 stato Ufficiale di Coperta. E nella buona tradizione degli abitanti di Isola, per qualche anno ha esplorato tutti i mari del mondo. Al livello politico locale \u00e8 stato Assessore del Comune ed ha fatto parte del Cda dell\u2019Area Marina Protetta Capo Gallo- Isola delle Femmine. <\/strong><\/p>\n\n\n\n
Dal 2011 \u00e8 Presidente del Co.Ge.P.A.<\/strong> ed \u00e8 senza dubbio la memoria storica della pesca palermitana degli ultimi 50 anni.
Dalle diverse collaborazioni con la facolt\u00e0 di biologia di Palermo \u00e8 avvenuto l\u2019incontro con il Dott.Toccaceli dal quale scaturir\u00e0 il Piano di Gestione Locale citato di cui sopra.<\/p>\n\n\n\n<\/figure><\/div>\n\n\n
Il responsabile del Comitato Tecnico-Scientifico<\/h5>\n\n\n\n
Marco Toccaceli<\/strong>, titolare di un dottorato di ricerca in Biologia Marina e in Scienze Ambientali Marine, \u00e8 il Managing Senior Partner della “C.R.E.A. – Cooperativa Ricerche Ecologiche ed Ambientali<\/a>“. \u00c8 una societ\u00e0 cooperativa, nata a Palermo nel 1986. Con il fine di raccogliere, in una organizzazione autonoma di lavoro, le esperienze professionali maturate da biologi marini presso istituti universitari nazionali ed esteri nel campo della ricerca scientifica applicata alla gestione e valorizzazione delle risorse naturali ed all’analisi ambientale. <\/p>\n\n\n
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C.R.E.A. Cooperativa Ricerche Ecologiche ed Ambientali<\/h5>\n\n\n\n
Gli ambiti in cui interviene la C.R.E.A<\/strong> sono numerose. Riguardano tra l\u2019altro: il campionamento, l\u2019analisi e lo studio delle acque, del plancton, dei microrganismi, della fauna ittica e invertebrata, del Fitobenthos e dello Zoobenthos. Nonch\u00e9 la realizzazione di banche dati (parametri biologici e chimico-fisici delle acque, problematiche legate alla pesca costiera), di geomorfologia dei fondali marini e di piani di gestione integrata di zone costiere e marittime.<\/p>\n\n\n\n
La C.R.E.A., iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero della Pubblica Istruzione, ospita da anni, grazie ad una convenzione con l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, studenti laureandi dei corsi di laurea di Scienze Ambientali, Gestione delle Risorse marine e Biologia marina. Per l\u2019esecuzione di tirocini formativi e tesi di laurea di 1\u00b0 e 2\u00b0 livello.<\/p>\n\n\n
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La nascita di CO.GE.PA<\/h4>\n\n\n\n
In una prima programmazione (FEP 2007-2013) \u00e8 stata introdotta la c.d. Misura 3.1 \u2013 \u201cAzioni collettive\u201d. Che ha portato alla realizzazione di alcuni PdGL nel territorio costiero siciliano. In tale occasione \u00e8 stato fondato il \u201cCO.GE.PA. CASTELLAMMARE DEL GOLFO E PALERMO OVEST\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
Successivamente, il Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Siciliana<\/strong>, nell\u2019ambito del regolamento (UE) n. 508\/2014 \u201cInnovazioni nel settore della pesca\u201d<\/strong>, ha promosso l\u2019aggiornamento di un PdGL, di seguito alla manifestazione d\u2019interesse della stessa Co.Ge.P.A. Con il fine di contribuire, in modo sostenibile, ad una migliore gestione e conservazione delle risorse ittiche. Attraverso la gestione e controllo delle condizioni di accesso alle zone di pesca. <\/p>\n\n\n\n
Il PdGL Piano di gestione locale dell\u2019unit\u00e0 gestionale di Palermo Ovest e Isola di Ustica<\/h5>\n\n\n\n
\u00c8 stato quindi attuato il PdGL \u201cPiano di gestione locale dell\u2019unit\u00e0 gestionale di Palermo Ovest e Isola di Ustica\u201d. A cui \u00e8 seguito un triennio di monitoraggio<\/strong> delle misure in esso inserite.<\/p>\n\n\n\n
Il PdGL, attualmente in vigore, \u00e8 stato approvato dal Dipartimento Pesca della Regione Siciliana<\/strong> (DDG 178\/2012). Successivamente adottato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (D.D. 2\/2012). Ed \u00e8 diventato operativo con due Ordinanze della Capitaneria di Porto di Palermo<\/strong> (n. 22\/13 e n. 51\/13).<\/p>\n\n\n\n
La stesura di un piano di gestione cos\u00ec complesso doveva innanzitutto tenere conto del fatto che l\u2019area di interesse insiste in contesti produttivi artigianali costieri<\/strong>. Caratterizzati dalla multi-specificit\u00e0 delle risorse, la stagionalit\u00e0 e la diversificazione delle attrezzature per la cattura. <\/strong><\/p>\n\n\n\n
Tali circostanze hanno reso molto arduo adottare strategie di gestione associate con l\u2019introduzione di diritti di propriet\u00e0 sulle catture, cio\u00e8 di quote di pescato. Tuttavia, \u00e8 stato possibile stabilire delle regole di gestione condivise dagli attori del sistema. In modo che essi stessi possano dar vita ad una organizzazione dello sfruttamento in grado di tutelare meglio le risorse e aumentare la rendita<\/strong> che da queste deriva. <\/p>\n\n\n\n
Il Governo d’Impresa<\/h5>\n\n\n\n
Durante la lettura dalla documentazione fornitami, ho intravisto che, l\u2019elaborazione di questo progetto destinato alla sostenibilit\u00e0 biologica, sociale ed economica dell\u2019area in questione<\/strong>. Il cui conseguimento poggia sull\u2019attribuzione di un \u201cpotere di gestione\u201d<\/strong> a favore degli stessi attori del sistema e delle loro generazioni futuri. Richiama il concetto economico-imprenditoriale<\/strong> chiamato \u201cGoverno d\u2019Impresa\u201d<\/strong> sul quale vorrei soffermarmi brevemente.<\/p>\n\n\n\n
Di fatto, ogni azienda, qualsiasi sia la sua dimensione o il settore in cui interviene, ha alla base del suo funzionamento un insieme di regole, processi e sistemi. <\/p>\n\n\n\n
L\u2019obiettivo di esso \u00e8 la corretta gestione dell\u2019organizzazione. Dunque una efficiente applicazione del cosiddetto \u201cGoverno d\u2019Impresa\u201d,<\/strong> termine che molto spesso viene indicato con la traduzione inglese di \u201cCorporate Governance\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
Si tratta di un concetto abbastanza complesso che raffigura il sistema attraverso il quale le societ\u00e0 sono dirette e controllate. Un\u2019idea che assume una certa connotazione astratta. Ma che trova altrettanti risvolti pratici nella vita quotidiana sia nella gestione aziendale che, a pensarci bene, nella gestione della propria famiglia!<\/p>\n\n\n\n
Per farla breve, la \u201cCorporate Governance\u201d<\/strong> \u00e8 un sistema organizzativo basilare per ogni realt\u00e0, attraverso il quale un gruppo di persone viene gestito, diretto e controllato.<\/p>\n\n\n\n
In effetti, si parla dell\u2019insieme di strumenti, regole e sistemi, che appartengono ad un\u2019ente, sia pubblico sia privato. E che abbia come scopo, una gestione corretta nonch\u00e9 un\u2019efficiente organizzazione.<\/p>\n\n\n\n
Si fonda su una struttura piramidale ma basata sull\u2019equit\u00e0 e l\u2019equilibrio delle forze coinvolte. <\/strong>Che influisca sulle decisioni dell\u2019impresa e finalizzata al raggiungimento di obiettivi, definendone le modalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019obiettivo principale \u00e8 innanzitutto quello di facilitare una gestione efficace e prudente<\/strong> dell\u2019azienda. Al fine di garantirne il successo a lungo termine. <\/p>\n\n\n\n
Ma la caratteristica prevalente nonch\u00e9 fondamentale di tale sistema \u00e8 garantire la trasparenza e la responsabilit\u00e0<\/strong> all’interno delle strutture coinvolte. Lavorando a beneficio di tutti gli interessati nel rispetto di standard etici<\/strong> accettati e delle leggi formali.<\/p>\n\n\n
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Parit\u00e0 di trattamento<\/h5>\n\n\n\n
Di conseguenza, tutti gli azionisti devono essere trattati in modo equo. Cio\u00e8, ogni parte deve rispettare i propri obblighi attraverso un codice di condotta predefinito e politiche aziendali trasparenti. Tutto ci\u00f2 consentir\u00e0 di minimizzare i conflitti di interesse tra gli attori principali ossia gli azionisti (shareholders), il consiglio d\u2019amministrazione (board of directors) e la direzione aziendale (management). Che sorgono in genere quando le parti coinvolte hanno opinioni opposte sul modo in cui l’attivit\u00e0 dovrebbe essere condotta!<\/p>\n\n\n\n
In ogni caso bisogna essere fiduciosi nel confronto proficuo e consapevole delle esigenze pratiche di tutti componenti. Soprattutto quando il traguardo mira alla sostenibilit\u00e0 ambientale e di conseguenza anche umana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
La missione di CO.GE.PA<\/h4>\n\n\n\n
Pertanto, la missione del \u201cCO.GE.PA. CASTELLAMMARE DEL GOLFO E PALERMO OVEST\u201d, <\/strong>che risiede nell\u2019esercizio di un diritto di uso territoriale<\/strong>, trova sostanza nella adozione di piani di gestione locali<\/strong>. Articolati in misure tecniche e gestionali<\/strong> oltre che nell’ individuazione di misure di sostegno sociale ed economico<\/strong> consentite dalle normative in vigore. Qui nasce il contratto sociale tra l\u2019uomo ed il mare.<\/p>\n\n\n\n
Particolare interesse rivestono tali piani in quanto raffigurano piani regolatori del mare. Nonch\u00e9 modelli di sviluppo<\/strong> integrati con le realt\u00e0 operative e professionali di un determinato territorio. <\/p>\n\n\n\n
Di fatto, valorizzando le specificit\u00e0 areali, i piani regolatori completano il processo di modernizzazione del settore ittico<\/strong>. Puntando sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e reddituali<\/strong> e dalla sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
Appare quindi pacifico che il sistema gestionale proposto nel PdGL predisposto dal Co.Ge.P.A. \u201cCastellammare del Golfo e Palermo Ovest<\/strong>\u201d trovava fondamento nella istituzionalizzazione di un dialogo privilegiato<\/strong>. Fra l\u2019autorit\u00e0 di gestione amministrativa pubblica, gli organismi di ricerca e il Consorzio promotore <\/strong>dello stesso e, <\/strong>non \u00e8 difficile immaginare, l\u2019immenso lavoro svolto per attuare la sua stesura!<\/p>\n\n\n\n
L\u2019intervento pi\u00f9 importante<\/h5>\n\n\n\n
Tra gli interventi opportuni il pi\u00f9 importante \u00e8 quello di trovare il modo di fare rispettare le leggi esistenti. In particolare il rispetto delle taglie minime di cattura<\/strong> e il non uso di metodi di pesca illegali<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n
Al fine di raggiungere tali obiettivi, due tipi di interventi sono stati previsti. Un maggiore controllo da parte delle autorit\u00e0 competenti <\/strong>e una maggiore sensibilizzazione nonch\u00e9 coinvolgimento di ogni tipologia di pescatori sui problemi ambientali. <\/strong><\/p>\n\n\n\n
Il coinvolgimento delle marinerie<\/h5>\n\n\n\n
In effetti, le modalit\u00e0 di approccio sono state attuate attraverso, innanzitutto, il coinvolgimento di almeno il 70% delle marinerie aderenti al Piano. Ed a titolo esemplificativo ma non esaustivo si pu\u00f2 citare alcune delle misure pi\u00f9 rilevanti intraprese:<\/p>\n\n\n\n
– Riunioni preliminari e operative fra esponenti delle marinerie interessate al PdGL e operatori della ricerca scientifica, per la divulgazione delle misure, la creazione dell\u2019Organismo di Governance, l\u2019identificazione delle problematiche e le proposte gestionali ; <\/p>\n\n\n\n
– Raccolta documentale (licenze, elenchi CP, bibliografia scientifica e tecnica, cartografie tematiche, normativa esistente, ecc.) e organizzazione dei dati in G.I.S. (Geographical Information System); <\/p>\n\n\n\n
– Individuazione e scelta degli indicatori biologici e socio-economici adatti alla valutazione ex-ante ed ex- post; <\/p>\n\n\n\n
– Riesame dei contenuti e delle proposte gestionali con la Ricerca scientifica e con le marinerie;<\/p>\n\n\n\n
– Approvazione del PdGL da parte del Consiglio di Amministrazione del Co.Ge.P.A. e dell\u2019Organismo di Governance e in fine presentazione del Piano di Gestione Locale al Dipartimento Pesca della Regione Siciliana.<\/p>\n\n\n\n
Un modello di \u201ccogestione”<\/h5>\n\n\n\n
La distribuzione di competenze e responsabilit\u00e0<\/strong> determinata in funzione degli obiettivi e dei fattori interni ed esterni esistenti nell\u2019area, configura un modello di \u201ccogestione\u201d. Tra Autorit\u00e0 amministrativa, Autorit\u00e0 di Gestione, Comunit\u00e0 locale e ogni operatore del sistema interessato. Un\u2019imprescindibile \u201cShared Management\u201d abbinato al trasferimento di competenze, e quindi anche di diritti, dall\u2019autorit\u00e0 pubblica a favore delle comunit\u00e0 locali. <\/strong><\/p>\n\n\n\n
Notiamo che il modello di gestione adottato, studiato nei minimi dettagli al fine di una maggiore tutela socio-economico-ambientale<\/strong> \u00e8 molto simile al modello gestionale aziendale di \u201cGoverno d\u2019Impresa\u201d<\/strong> accennato cui sopra. Ed insieme al famoso contratto sociale tra l\u2019uomo ed il mare.<\/p>\n\n\n\n
Rispetto al PdGL precedente (2012-2015), il nuovo piano contiene misure aggiuntive ed integrative legate all\u2019esperienza gi\u00e0 in corso nonch\u00e9 al sorgimento di nuove esigenze ambientali:<\/p>\n\n\n\n
- Fare rientrare l\u2019attivit\u00e0 di pesca nei \u201cBiological Limit Reference Point<\/strong>\u201d. Ossia una sostenibilit\u00e0 di medio\/lungo periodo attraverso la regolazione delle modalit\u00e0 di accesso e dei tempi di pesca all\u2019interno della fascia delle 12 miglia. <\/li><\/ul>\n\n\n\n
- Monitorare le attivit\u00e0 di pesca finalizzati all\u2019acquisizione degli elementi gestionali utili. Per la valorizzazione, tutela e ottimizzazione del prelievo nell\u2019ottica di una pesca sostenibile e responsabile<\/li><\/ul>\n\n\n\n
- Sensibilizzare tutte le categorie portatrici di interessi nella filiera pesca ai principi della cogestione. Al fine di migliorare la capacit\u00e0 reddituale<\/strong> delle imprese di pesca.<\/li><\/ul>\n\n\n\n
- \u00c8 prevista, nei limiti delle disponibilit\u00e0 finanziarie e delle disposizioni di legge, la corresponsione del minimo monetario. Garantito ai marinai imbarcati, mediante l\u2019attivazione della Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Nonch\u00e9 un corrispettivo per le imprese a titolo di contributo per la manutenzione delle imbarcazioni. <\/li><\/ul>\n\n\n\n
- Regolamentare e valorizzare le attivit\u00e0 di pesca condotte tradizionalmente dell\u2019area. Anche alla luce delle nuove opportunit\u00e0 offerte dall\u2019UE. <\/li><\/ul>\n\n\n
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Il problema della pesca a strascico<\/h4>\n\n\n\n
\u00ae<\/strong>E\u2019 interdetta la pesca a strascico<\/strong> all\u2019interno della batimetrica dei 100m e sulle praterie di Fanerogame marine. In ogni caso tale tipologia di pesca deve osservare un riposo settimanale (sabato e domenica), nelle festivit\u00e0 e senza recupero per il maltempo. <\/p>\n\n\n\n
I pescatori dello strascico lamentano la forte presenza di rifiuti ingombranti e inquinanti sul fondale, che ostacolano le attivit\u00e0 e molto spesso rovinano il prodotto. <\/p>\n\n\n\n
Infatti, \u00e8 stato riferito un progressivo decremento in numero e dimensioni delle catture e, inoltre, un eccessivo costo del carburante. <\/p>\n\n\n\n
\u00ae La Pesca alla Lampuga con ausilio di \u201ccannizzi\u201d<\/strong><\/h5>\n\n\n\n
\u00c8 un metodo di pesca tradizionalmente usato in Sicilia. Esercitato al largo su alti fondali con reti da circuizione, senza chiusura e rivolto alla cattura di pesce pelagico. Come la lampuga, il pesce pilota e la ricciola. La pesca con i \u201ccannizzi\u201d, molto importante economicamente per la pesca artigianale, presenta alcune problematiche. Sono quelle legate all\u2019inizio sempre pi\u00f9 precoce dell\u2019attivit\u00e0, all\u2019intralcio alla navigazione, al conflitto con la pesca con i palangari derivanti e all\u2019abbandono in mare delle attrezzature a fine stagione.<\/p>\n\n\n\n
Nella gestione vengono individuate aree specifiche sulle quali ancorare i \u201ccannizzi\u201d. E ne saranno programmati il numero, la posizione e la messa in opera. <\/p>\n\n\n\n
E stato disposto l\u2019obbligo del recupero degli ormeggi dei \u201ccannizzi nonch\u00e9 dell’uso di cime biodegradabili. Al fine di minimizzare l’impatto che le cime recise e la perdita dei galleggianti potrebbero avere sul fondale e sull\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n
\u00aePesca ricreativa e dilettantistica <\/strong><\/p>\n\n\n\n
Esiste il problema, sempre pi\u00f9 in espansione, dell\u2019utilizzo illegale delle risorse alieutiche da parte di operatori celati sotto le vesti di \u201cdilettanti\u201d. Allora sono stati proposti: l\u2019introduzione della licenza di pesca e di sistemi di identificazione delle imbarcazioni dedite alla pesca ricreativa e dilettantistica, la proibizione totale del palangaro derivante e fisso per la pesca ricreativa e dilettantistica. Nonch\u00e9 la limitazione al sabato e la domenica e festivi. Ed \u00e8 stato istituito il divieto di pesca ricreativa e dilettantistica a traina nei mesi di agosto e settembre. Per tutelare i giovanili di ricciola e di tonno rosso.<\/p>\n\n\n\n
Un intervento speciale<\/h4>\n\n\n\n
In realt\u00e0, il progetto del CO.GE.PA. non si \u00e8 fermato ad elencare problemi legati alla pesca sulla costa palermitana e i danni arrecati all\u2019ambiente. Sono state proposte soluzioni e misure idonee al fine di affrontare le problematiche evidenziate e poi concretamente messe in atto.<\/p>\n\n\n\n
Tra esse, vorrei parlarvi di un intervento, che mi sta particolarmente al cuore svoltatosi, nel mese di ottobre 2021, nelle acque di Isola delle Femmine<\/a> (Pa). Un intervento che ritengo particolarmente rilevante e molto significativo in relazione alla \u201cratio\u201d stessa del progetto CO.GE.PA. Ovvero coinvolgere tutte le forze attive di un territorio nel raggiungere un obbiettivo comune e proficuo a tutti.<\/p>\n\n\n\n
In effetti, il CO.GE.PA, finanziato dall\u2019Assessorato Regionale per la Pesca, prevedeva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti marini. Nonch\u00e9 per la rimozione dai fondali degli attrezzi da pesca abbandonati.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019intento \u00e8 di proteggere e ripristinare la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi marini. In quanto, qualsiasi attivit\u00e0 professionale \u00e8 destinata a generare rifiuti assegnati a smaltimento nel rispetto delle normative in vigore. Quindi, il consorzio ha coinvolto tutti operatori del settore disponibili, i pescatori in primis, verso un\u2019attivit\u00e0 di pesca sostenibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
L\u2019Obiettivo Tematico n.6 (Accordo di Partenariato Italia 2014-2020 per l\u2019impiego dei fondi strutturali e di investimento europeo) sostiene investimenti volti a \u201cpreservare e tutelare l\u2019ambiente e promuovere l\u2019uso efficiente delle risorse\u201d. Sono, quindi, state definite azioni riguardanti la salvaguardia della biodiversit\u00e0 marina. Mediante il ripristino di aree degradate a causa dei rifiuti presenti sui fondali, e pi\u00f9 particolarmente, azioni volte a ridurre il fenomeno delle c.d. \u201creti fantasma\u201d.<\/p>\n\n\n
\nPhoto Credit: Santo Tirnetta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n Le reti fantasma<\/h5>\n\n\n\n
Purtroppo, la situazione dei nostri fondali marini \u00e8 peggiore rispetto alle nostre spiagge. C’\u00e8 un rapporto del 2009, realizzato dalla FAO (Organizzazione delle NU per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura) e dell\u2019Unep (programma delle NU per l\u2019ambiente). Si afferma che ogni anno in tutto il mondo vengono disperse dalle 640.000 alle 800.000 tonnellate di attrezzi da pesca (reti, cordame, trappole, galleggianti, piombi, calze per mitilicoltura). <\/p>\n\n\n\n
I danni arrecati si limitano all\u2019inquinamento. Una volta abbandonate, tali attrezzature diventano vere e proprie trappole che occupano i fondali. O che, trascinate dalle correnti, continuano ad imprigionare e a pescare mettendo in pericolo la fauna e la flora marina. Ogni anno, circa 100.000 mammiferi marini e 10 volte di pi\u00f9 per gli uccelli marini, muoiono a causa dell\u2019intrappolamento in reti da pesca fantasma o ingestione dei relativi frammenti.<\/p>\n\n\n
\nPhoto Credit: Santo Tirnetta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n Ottobre 2021<\/h4>\n\n\n\n
Ebbene, durante il mese di ottobre 2021,sulla costa nord della Sicilia si \u00e8 svolta un\u2019imponente operazione di recupero<\/a> che ha coinvolto pescatori, associazioni ambientaliste, esperti subacquei e biologi marini<\/a>.<\/p>\n\n\n\n
Con l\u2019autorizzazione della capitaneria di Porto di Palermo n.07\/2021, sono state avviate le attivit\u00e0 di individuazione di attrezzi e reti da pesca presenti nei fondali dell\u2019Area Marina Protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine. Ed il successivo recupero degli stessi, con l\u2019ausilio dei subacquei dell\u2019associazione Progetto Mare di Palermo. La C.R.E.A.<\/a>, ditta specializzata nella ricerca in biologia marina, e diverse unit\u00e0 da pesca locale aderenti al CO.GE.PA.<\/p>\n\n\n\n
Al fine dell\u2019emissione della precitata autorizzazione, l\u2019ente promotrice ha dovuto giustificare di rigorosi requisiti di sicurezza. In relazione ai brevetti dei subacquei partecipi, ai motopesca coinvolti e alla salvaguardia del patrimonio naturale nonch\u00e9 culturale dell\u2019Area Marina Protetta.<\/p>\n\n\n\n
Inoltre, la CO.GE.PA ha anche dovuto richiedere all\u2019Assessorato Territorio ed Ambiente di Palermo l\u2019autorizzazione di posizionare n.1 scarrabile e n. 3 contenitori. Da utilizzare per la rimozione e la raccolta dei rifiuti recuperati, sul molo del porto di Isola delle Femmine.<\/p>\n\n\n
\nPhoto Credit: Santo Tirnetta<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n Questi recuperi sono stati decisamente impegnativi sia per le dimensioni delle reti recuperate e per la loro natura. I biologi presenti hanno eseguito un\u2019accurata valutazione degli organismi concrezionati sulla rete. Le specie sessili (fisse alla rete) protette e di grande valore ecologico, sono state liberate dalle maglie, rimosse dal substrato antropico. <\/p>\n\n\n\n
Venerd\u00ec 4 marzo vi presenter\u00f2 i due protagonisti di questa impresa. Stay tuned!!<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
Leggi anche<\/h4>\n\n\n