{"id":5138,"date":"2021-12-16T08:00:00","date_gmt":"2021-12-16T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=5138"},"modified":"2025-02-19T15:09:12","modified_gmt":"2025-02-19T14:09:12","slug":"area-marina-protetta-di-portofino-un-lunedi-mattina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/12\/16\/area-marina-protetta-di-portofino-un-lunedi-mattina\/","title":{"rendered":"Area Marina Protetta di Portofino: un luned\u00ec mattina"},"content":{"rendered":"\n
Area Marina Protetta di Portofino: un luned\u00ec mattina, in un posto, sotto la superficie del mare, che molti anni fa ha deciso di indossare il vestito della festa. <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
Un posto che di per s\u00e9 era gi\u00e0 bello, di quelli che si vedeva che aveva grandi potenzialit\u00e0. Un\u2019oasi rocciosa di particolare importanza biologica ed ambientale, insomma quello che oggi si definisce un \u201chot spot\u201d della biodiversit\u00e0 del Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n\n\n
Le istituzioni furono attente a comprendere queste potenzialit\u00e0 e pi\u00f9 di vent\u2019anni fa decisero di tutelarlo, forse con l\u2019intento di farlo diventare una delle mete subacquee pi\u00f9 scenografiche e vitali. E gli effetti positivi del regime di protezione sono stati, per molto tempo, straordinariamente evidenti, al punto di dare origine ad uno dei posti pi\u00f9 visitati sott’acqua in tutta Europa, dopo le Isole Medas in Spagna ed il Parco Nazionale di Port Cros in Francia.<\/p>\n\n\n\n
L’istituzione dell’Area Marina Protetta<\/strong> ed il ciclo economico favorevole permisero a questa zona di assurgere al ruolo incontrastato di capitale della subacquea italiana. Sciami di subacquei arrivavano dalle grandi citt\u00e0 dalle loro periferie, ma anche dalle montagne dalle campagne, per invadere i diving center del luogo. I gommoni pieni in ogni ordine di posto e di spazio partivano a breve distanza l’uno dall’altro per raggiungere le boe che da poco tempo delimitavano le zone di immersione. <\/p>\n\n\n\n
Vent\u2019anni di subacquea<\/h4>\n\n\n\n
In vent\u2019anni qui si sono immersi migliaia di subacquei<\/strong>, con il loro chiasso, con il loro assetto deprecabile, con le loro pinne che sollevavano sabbia e scontravano gorgonie in pieno sviluppo e madrepore tenacemente aggrappate alle pareti. Subacquei che si avventavano con foga e curiosit\u00e0 sui pesci che lentamente iniziavano a ripopolare queste acque, subacquei che con le potenti luci delle loro torce e con i flash delle loro macchine fotografiche letteralmente cuocevano i poveri nudibranchi che dondolavano innocentemente sugli idrozoi al ritmo della corrente marina.<\/p>\n\n\n\n
Ma nonostante queste presenze fortemente invasive, fastidiose ed in certi casi distruttive, in questi vent\u2019anni le gorgonie sono riuscite a crescere alte e rigogliose mentre i piccoli e timidi rami di corallo rosso pian piano hanno ripopolato molti anfratti delle pareti rocciose. Le cernie, poi, hanno colonizzato ogni masso e riempito ogni tana. Hanno addirittura smesso di temere l\u2019uomo ed hanno cominciato ad avvicinarsi a lui, familiarizzando con questi strani, colorati e rumorosi frequentatori degli abissi. Oggi questo ambiente \u00e8 reso vivo e vissuto dai dentici, dalle orate e dalle corvine, che qui non sono timide, non si nascondono; perch\u00e9 non temono i fucili.<\/p>\n\n\n
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I barracuda e la tropicalizzazione<\/h4>\n\n\n\n
Poi sono arrivati pure i barracuda<\/strong>. Sono tanti, nuotano in gruppo e tu puoi stare vicino a loro, addirittura a mezz\u2019acqua, nuotando avanti ed indietro, magari facendo trasportare un po\u2019 dalla corrente. Ci puoi passare in mezzo, infilarti nel banco e provare l\u2019ebbrezza di sentirti uno di loro, seguendo il loro flusso, girandogli insieme, nel vortice che creano.<\/p>\n\n\n\n
Per\u00f2 mi si dice che i barracuda non sono un bel segnale. Sono pesci tropicali e la loro presenza, sempre pi\u00f9 massiccia, vuol dire che la temperatura media dell\u2019acqua<\/strong> si sta lentamente surriscaldando. E forse questa potrebbe essere la causa del lento peggioramento delle condizioni di alcune gorgonie, particolarmente in determinati siti di immersione. \u00c8 un po\u2019 come se il Ni\u00f1o fosse arrivato anche qui. <\/p>\n\n\n
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Un luned\u00ec mattina, in un posto dove ci sono pi\u00f9 pescatori che subacquei<\/h4>\n\n\n\n
Ma oggi \u00e8 un normalissimo luned\u00ec mattina di dicembre e, oggi, in questo posto ci sono molti pi\u00f9 pescatori che subacquei<\/strong>. Ci sono le reti da pesca e le lenze abbandonate. Una barca con a bordo una decina subacquei si muove zizzagando tra natanti dai quali si ergono verso il cielo lunghe canne da pesca. Di sicuro non ci sono le motovedette di chi dovrebbe vigilare. <\/p>\n\n\n\n
L\u2019imbarcazione dei subacquei ormeggia alla boa che segnala il punto di immersione da loro prescelto. Il loro barcaiolo \u00e8 spesso costretto a segnalare, sbracciandosi, fischiando ed a volte urlando, la presenza dei sommozzatori a tutte le altre barche che passano, del tutto ignare di ci\u00f2 che accade, o peggio di ci\u00f2 che potrebbe accadere.<\/p>\n\n\n\n\n<\/a><\/figure>\n\n\n\n<\/a><\/figure>\n\n\n\n<\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n