{"id":5047,"date":"2021-11-30T07:00:00","date_gmt":"2021-11-30T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=5047"},"modified":"2025-02-19T15:09:33","modified_gmt":"2025-02-19T14:09:33","slug":"area-marina-protetta-di-capo-milazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/11\/30\/area-marina-protetta-di-capo-milazzo\/","title":{"rendered":"Area Marina Protetta di Capo Milazzo"},"content":{"rendered":"\n

Due immersioni fantastiche nell\u2019Area Marina Protetta di Capo Milazzo. Tra enormi ventagli di gorgonie rosse, rami di Gerardia, madrepore, stelle gorgone, cernie e barracuda. E poi il corallo nero.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

Sabato 20 Novembre 2021, ore 5:30 AM.<\/p>\n\n\n\n

Svegliata da Katrina&The Waves<\/em> con \u201cWalking on sunshine\u201d<\/em>, faccio un salto fuori dal letto. Nonostante una settimana piena di impegni lavorativi e familiari.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Oggi, con le mie meravigliose amiche subTek, Rosalba e Silvia del\u00a0Diving Center Saracen<\/a> di Isola delle Femmine (Pa), partiamo in trasferta a Milazzo per due tuffi nell\u2019AMP di Capo Milazzo<\/a>!!<\/p>\n\n\n\n

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Blunauta Diving Center Milazzo<\/h4>\n\n\n\n

Dopo 207 km, raggiungiamo finalmente il paradiso presso il\u00a0Diving Center Blunauta<\/a>\u00a0di Mauro Alioto<\/strong>. Che ci accoglie con tanta gentilezza e premura. Considerato lo stato di sovra saturazione della macchina, ci aiuta graziosamente a scaricare tutta la nostra attrezzatura portata da Palermo.<\/p>\n\n\n\n

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Istruttore subacqueo SSI<\/a> e biologo marino, Mauro \u00e8 un amante della natura e\u00a0nutre\u00a0un amore viscerale per la propria citt\u00e0 nonch\u00e9 per il Mare!<\/p>\n\n\n\n

Immerso in uno scenario naturale mozzafiato,\u00a0lo Staff del Diving BLUNAUTA<\/a>\u00a0<\/strong>comprende\u00a0biologi marini, guide subacquee\/naturalistiche e istruttori<\/strong>. Con abilitazione all\u2019insegnamento subacqueo sia per adulti che per bambini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

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A differenza delle mie amiche e altri subacquei presenti, \u00e8 la mia prima immersione nell\u2019AMP Capo\u00a0Milazzo<\/a>.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019Area Marina Protetta di Capo Milazzo<\/h4>\n\n\n\n

Istituita nel marzo del 2019<\/em>, lungo la costa nord orientale della Sicilia \u00e8 stata resa concretamente operativa nell\u2019agosto 2019.\u00a0Il Consorzio di Gestione dell\u2019Area Marina Protetta Capo Milazzo \u00e8 composto dal\u00a0Comune di Milazzo<\/strong>, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Messina<\/strong>\u00a0(Dipartimento di scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche e ambientali)<\/strong>\u00a0e l\u2019Associazione Marevivo Onlus.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

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L\u2019A.M.P \u00e8 un\u2019area che racchiude nel suo perimetro una variet\u00e0 di paesaggi, scogliere a strapiombo sul mare, spiagge incantevoli e tramonti mozzafiato.<\/p>\n\n\n\n

Quando si parla di protezione del mare occorre considerare in primo luogo il ruolo della fascia costiera: \u00e8 stato dimostrato che l\u2019ecosistema marino si gestisce anche proteggendo il confine con la terra emersa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n

Lo scopo dell\u2019AMP risiede nel sottoporre a misure di conservazione e protezione il promontorio di Capo Milazzo<\/strong> e le due aree ad esso adiacenti che si sviluppano ad est e ad ovest del promontorio del Capo.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019Area Marina Protetta \u00e8 suddivisa in quattro zone (A, B, Bs e C). Riserva Integrale, generale, generale speciale e parziale. Zone che hanno diverse possibilit\u00e0 d\u2019accesso e limitazioni nella fruibilit\u00e0. \u00c8 opportuno informarsi prima sulle regole!<\/p>\n\n\n\n

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Il sito \u00e8 ricco di peculiarit\u00e0 naturalistiche che lo rendono unico: cale e grotte, giacimenti fossiliferi e, sott\u2019acqua si possono ammirare grandi gorgonie<\/strong> bianche, gialle, ventagli rossi, praterie di Posidonia oceanica<\/em><\/strong>, corallo nero<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Di certo, il pesce non manca<\/strong>: Mauro mi racconta che gi\u00e0 dopo 6 mesi dell\u2019avviamento dell\u2019AMP, il fondale si era notevolmente ripopolato di\u00a0diverse tipologie di pesce diventate rare da osservare. Si pensi alle cernie rosse, brune e dorate, banchi di barracuda, saraghi, tonni, e aragoste.<\/p>\n\n\n\n

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Photo Credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

La Secca di Ponente<\/h4>\n\n\n\n

Partiamo per la prima immersione e 10 mn dopo attracchiamo il gommone alla boa della\u00a0Secca di Ponente.<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il sommo della\u00a0Secca di Ponente<\/strong>\u00a0arriva in alcuni punti a toccare gli 8 metri di profondit\u00e0,\u00a0si snoda tra i 12 e i 15 metri\u00a0per circa trecento in lunghezza e dista dalla costa di circa 300 metri. La profondit\u00e0 varia tra 14 e 40. Offrendo al subacqueo una conformazione ricca di anfratti, piccole e grandi grotte cave, scogli imponenti e variazioni cromatiche. Che vanno dalle pareti arancio degli\u00a0Astroides calycularis<\/em>, al blu e rosa di poriferi e madrepore. Lo spettacolo della natura che si presenta ai nostri occhi ci regala la presenza di grandi banchi di barracuda, di cernie brune, fittissimi banchi di pesci vari. Che nel loro nuoto sincrono quasi ci avvolgono.<\/p>\n\n\n\n

Baciati dalla fortuna incontriamo anche il San Pietro\u2026<\/p>\n\n\n\n

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NB: Noterete che questa foto, che \u00e8 stata scattata dalla scrivente\u00a0per puro caso<\/u><\/strong> ma con grande bravura nonch\u00e9 reattivit\u00e0 di Mauro (di fronte a tanta inesperienza in ambito di fotografia subacquea\u2026) non presenta qualit\u00e0 paragonabile con i meravigliosi scatti degli amici\u00a0Fernando Scalici<\/a>\u00a0e\u00a0Santo Tirnetta<\/a>!<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

A nord della Secca di Ponente, alcune campagne di ricerca dell\u2019ISPRA<\/strong> hanno portato alla scoperta di una vasta foresta di\u00a0corallo nero<\/strong> (Antipathella subpinnata<\/em>). Il\u00a0nome \u00e8 legato al colore nero dello scheletro, mentre i polipi sono di colore bianco.<\/p>\n\n\n\n

Non manca la rarissima stella gorgone<\/strong> (Astrospartus mediterraneus<\/em>). Ha cinque braccia, che si ramificano pi\u00f9 volte formando decine di bizzarre ed eccentriche spirali, con le quali si aggrappa alle gorgonie. \u00c8 un filtratore passivo che si nutre di plancton tramite i tentacoli aperti. L\u2019avvistamento di questo straordinario animale \u00e8 un\u2019emozione davvero rara e la sua presenza \u00e8 certamente una significativa dimostrazione della grande biodiversit\u00e0 del mare di Capo Milazzo.<\/p>\n\n\n\n

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Photo credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

L\u2019avrete sicuramente gi\u00e0 intuito: \u00e8\u00a0stato davvero difficile aver voglia di tornare in superficie!\u00a0Siamo rimaste incantate dalla biodiversit\u00e0 presente nei fondali di Capo Milazzo ricco anche di reperti di interesse storico ed archeologico come testimoniato dai numerosi ritrovamenti subacquei.<\/p>\n\n\n\n

La Secca di Levante<\/h4>\n\n\n\n

Per la seconda immersione, Mauro ci porta alla\u00a0Secca di Levante.<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n

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Photo credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

Un tuffo nel blu fino ai 20 metri di profondit\u00e0, poi uno splendido scenario con il sommo della secca che presenta molte spaccature<\/strong>, anfratti<\/strong>, guglie<\/strong> e grotte<\/strong> suggestive.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

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Photo credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

Qui si incontrano cernie<\/strong>, saraghi<\/strong>, ricciole<\/strong>, murene<\/strong> enormi, grosse salpe<\/strong> e banchi di barracuda<\/strong>.\u00a0Di particolare bellezza \u00e8 l\u2019immersione dentro la grotta che si trova alla base della secca stessa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

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Photo credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

Le pareti sono tappezzate di spugne<\/strong> di notevoli dimensioni, briozoi<\/strong>, spirografi<\/strong>, ricci saetta<\/strong>, mentre il fondale \u00e8 caratterizzato da un tappeto di resti organici di conchiglie, madrepore<\/strong> e briozoi. In fondo alla grotta si trova un anfratto ricco di gamberi<\/strong> che spesso ospita qualche grosso grongo<\/strong> intanato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Spesso ci si ritrova a pinneggiare tra banchi di cernie rosse, grosse salpe e barracuda che stazionano a mezz\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n

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Photo credit: Fernando Scalici<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n

L\u2019importanza delle Aree marine Protette<\/h4>\n\n\n\n

Ebbene, mi preme cogliere l\u2019occasione di questa giornata stupenda per sottolineare l\u2019importanza delle\u00a0AMP<\/strong>\u00a0in quanto favoriscono il mantenimento della produttivit\u00e0 degli ecosistemi, salvaguardando i\u00a0processi ecologici essenziali<\/strong>\u00a0attraverso il controllo delle attivit\u00e0 che potrebbero compromettere la funzionalit\u00e0 o danneggiare comunque l\u2019ambiente naturale.<\/p>\n\n\n\n

Lo scopo principale delle AMP <\/strong>\u00e8 quindi la conservazione delle risorse genetiche delle specie<\/strong> e degli ecosistemi <\/strong>che pu\u00f2 avvenire soltanto attraverso i processi ecologici generati dalle stesse risorse naturali! <\/p>\n\n\n\n

Pertanto, l\u2019uso sostenibile delle stesse \u00e8 di altissima rilevanza dal punto di vista sia ambientale sia economico.<\/p>\n\n\n\n

Ad esempio, il mantenimento della produttivit\u00e0 biologica ha un impatto essenziale sulle attivit\u00e0 ittiche; in effetti, appare pacifico che il benessere economico e sociale \u00e8 fortemente legato a processi ecologici proficui poich\u00e9 un\u2019area altamente produttiva, in termini di biomassa ittica, consente un tenore di vita pi\u00f9 elevato a tutti gli operatori del settore.<\/p>\n\n\n\n

Venerd\u00ec prossimo cercheremo di capire perch\u00e9 sia fondamentale pensare di aumentare la tutela e la protezione del mare. Perch\u00e9 dovranno aumentare le Aree Marine Protette. Perch\u00e9 il loro ruolo diventer\u00e0 vitale per una crescita sostenibile ed una pacifica convivenza tra tutti gli operatori.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

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