{"id":4629,"date":"2021-08-31T10:58:19","date_gmt":"2021-08-31T08:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=4629"},"modified":"2025-02-19T15:11:46","modified_gmt":"2025-02-19T14:11:46","slug":"lo-junkers-52-di-isola-delle-femmine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/08\/31\/lo-junkers-52-di-isola-delle-femmine\/","title":{"rendered":"Lo Junkers-52 di Isola delle Femmine"},"content":{"rendered":"\n

Lo Junkers-52 di Isola delle Femmine giace, placido a 46 metri di profondit\u00e0. Ma la sua storia inizia in una bellissima giornata di sole del 1942. E prosegue alla fine degli anni \u201980. La sua leggenda vive tutt\u2019ora, anche grazie a Beniamino, il vero titolare.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n

Una bellissima giornata di sole dell\u2019estate del 1942<\/h4>\n\n\n\n

Sferracavallo<\/strong>, una borgata marinara di Palermo. Capo Gallo<\/strong> e l\u2019isolotto di Isola delle Femmine<\/strong> incastonano questo gioiellino. \u00c8 un pomeriggio di una bellissima giornata di sole dell\u2019estate del 1942<\/strong>. L\u2019Europa \u00e8 nel bel mezzo di un conflitto senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n

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Michele e Carlo Reina<\/strong> sono due ragazzini che stanno giocando sul terrazzo. Ad un certo punto un ronzio di motori rompe il silenzio e la monotonia di quel caldo pomeriggio. Dal mare appare una squadriglia di Junkers-52<\/strong>, in perfetta formazione. Sono diretti verso il vecchio campo di aviazione di Boccadifalco. Gli aerei volano ad un\u2019altezza di circa trecento metri sopra le teste dei due ragazzini.<\/p>\n\n\n\n

Solo uno di loro viaggiava ad un\u2019altezza inferiore<\/strong>. Arrancava, i suoi motori emettevano rumori irregolari, interrotti da scoppiettii e pericolosi vuoti di potenza. Per vederlo meglio, Michele e Carlo salgono sul tetto. L\u2019aereo vira improvvisamente<\/strong> e si abbassa ulteriormente di quota. Passa sopra le loro teste obbligandoli ad appiattirsi contro le tegole. Notano la scocca inferiore dipinta di giallo, le croci nere bordate di bianco sotto le ali e la croce uncinata sul timone di coda.<\/p>\n\n\n\n

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Si rialzano in piedi osservando la strana traiettoria dell\u2019aereo. Si sta dirigendo verso mare<\/strong>. Dopo aver percorso quasi tutta la rada di Sferracavallo, impatta contro la superficie del mare, alzando un muro d\u2019acqua. Il motore inizia inesorabilmente ad inabissarsi mentre gli uomini dell\u2019equipaggio si lanciano dal portellone<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Dal porticciolo del paese i pescatori salgono a bordo delle loro barche a remi e raggiungono i naufraghi. I due ragazzi corrono all\u2019impazzata verso il mare. I militari tedeschi erano gi\u00e0 stati portati a riva, in salvo. Con gli indumenti sotto il braccio c\u2019era chi cercava di far asciugare al sole delle banconote e chi cercava di salvare il contenuto di una valigetta portata in salvo. Fumavano sigarette offerte dai loro soccorritori. <\/p>\n\n\n\n

Furono portati a Palermo e di loro non si seppe pi\u00f9 nulla. L\u00e0 sotto rimase lo Junkers-52 di Isola delle Femmine.<\/p>\n\n\n\n

Zia JU, lo Junkers-52<\/h4>\n\n\n\n

Sia i tedeschi che gli alleati, lo chiamavano simpaticamente \u201cTante Ju\u201d<\/strong>, ovvero \u201cZia Ju\u201d<\/strong>. Era un trimotore<\/strong> prodotto sin dagli anni Trenta dall\u2019azienda tedesca Junkers.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Utilizzato dapprima per scopi civili, fu ingaggiato dalla Luftwaffe<\/strong> come aereo da trasposto e come bombardiere.<\/p>\n\n\n\n

Era un aereo che non eccelleva in preziosismi stilistici di linea e di aerodinamicit\u00e0. Era piuttosto goffo un po’ spigoloso. Ma era robusto e affidabile in volo. Durante la seconda guerra mondiale ne furono prodotte quasi tremila unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n

Purtroppo, era un aereo lento e troppo poco armato in confronto ai caccia. L\u2019aviazione tedesca sub\u00ec molte perdite<\/strong>, in particolare proprio nel Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

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Fine anni \u201980: il gruppo Tecnomare<\/h4>\n\n\n\n

Fine anni \u201980<\/strong>, un gruppo di subacquei palermitani, gi\u00e0 segnalatosi per il recupero di alcune ancore ellenico-romane, individua l\u2019area del relitto di un aereo tedesco della seconda guerra mondiale. \u00c8 il relitto dello Junkers-52 di Isola delle Femmine. Loro sono i ragazzi del Gruppo Tecnomare<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Si avvalgono delle conoscenze e dei suggerimenti di un esperto pescatore<\/strong> locale che li conduce con precisione chirurgica sul punto. Scendono in mezzo a nuvole di anthias, per giungere finalmente al cospetto dell\u2019aereo. Sono ad una profondit\u00e0 di 46 metri<\/strong>. Scattano alcune fotografie in bianco e nero dei motori.<\/p>\n\n\n\n

Poi, all\u2019improvviso, un grosso grongo<\/strong> si piazza davanti a loro e li guarda direttamente negli occhi. Sar\u00e0 lungo due metri abbondanti per un peso di una trentina di chili.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Lo ritrovano ogni qualvolta ci tornano. \u00c8 lui il vero titolare dello Junkers-52 di Isola delle Femmine. Lo battezzano Beniamino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

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Giugno 2021<\/h4>\n\n\n\n

Il piccolo borgo marinaro di Isola delle Femmine<\/strong> si sta preparando alla stagione estiva. I ragazzi festeggiano la fine dell\u2019anno scolastico mentre il primo caldo inizia a riscaldare la pelle dei primi bagnanti.<\/p>\n\n\n\n

Sulla strada principale c\u2019\u00e8 un diving center<\/strong>, si chiama Diving Center Saracen<\/a><\/strong>. C\u2019\u00e8 un viavai di subacquei e di attrezzature. Sono subacquei tecnici e stanno partecipando ad un camp formativo, l\u2019XRCamp<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

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XR Camp 2021: tutto ci\u00f2 che volete sapere<\/a><\/blockquote>