{"id":4242,"date":"2021-07-01T23:22:11","date_gmt":"2021-07-01T21:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=4242"},"modified":"2025-02-19T15:13:05","modified_gmt":"2025-02-19T14:13:05","slug":"reef-check-il-monitoraggio-dellambiente-costiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/07\/01\/reef-check-il-monitoraggio-dellambiente-costiero\/","title":{"rendered":"REEF CHECK: il Monitoraggio dell\u2019Ambiente Costiero"},"content":{"rendered":"\n
Reef Check, ovvero controllare i nostri reef con un monitoraggio dell\u2019ambiente costiero. Per preservare la biodiversit\u00e0 attraverso la \u201cCitizen Science\u201d. Coinvolgendo tutti i fruitori del mare, dando loro il ruolo di sentinelle.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
Introduzione<\/h4>\n\n\n\n
Preservare la biodiversit\u00e0<\/strong>, con un attento monitoraggio dell\u2019ambiente costiero, non \u00e8 pi\u00f9 una velleit\u00e0 per gli ambientalisti ma un\u2019urgenza. Che deve essere riconosciuta da tutti, in primo luogo dalle amministrazioni politiche.<\/p>\n\n\n\n
Un ambiente degradato innesca tutta una serie di ricadute sul sistema sociale, economico e politico. Causando danni irreversibili all\u2019intero tessuto sociale ed economico di un luogo.<\/p>\n\n\n\n
Tra i motivi principali che causano il degrado degli ambienti costieri annoveriamo sia impatti antropici diretti<\/strong>, come la pesca e l\u2019inquinamento, sia l\u2019aumento del turismo costiero<\/strong> e del traffico navale<\/strong>. Il conseguente aumento delle temperature<\/strong> modifica gli equilibri degli ecosistemi.<\/p>\n\n\n\n
Il reef check, ovvero il monitoraggio dell’ ambiente costiero<\/strong>, diventa strategico per comprendere i cambiamenti in atto. Al fine di poter sviluppare azioni di conservazione. purtroppo l\u2019estensione delle coste ed il ridotto numero di ricercatori non permettono un\u2019adeguata attivit\u00e0 di monitoraggio. Ci\u00f2 che servir\u00e0 sar\u00e0 una corretta collaborazione tra ricercatori e cittadini volontari. Attraverso la cosiddetta Citizen Science<\/strong><\/em>, i cittadini diventeranno delle vere e proprie sentinelle. In grado di percepire e segnalare le anomalie, sulla base delle proprie esperienze.<\/p>\n\n\n
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La biodiversit\u00e0<\/h4>\n\n\n\n
Il delicato equilibrio fra le forme di vita \u00e8 il risultato di milioni di anni di selezione. Diverse specie, ogni anno, scompaiono per sempre a causa dell\u2019eccessivo sfruttamento delle risorse da parte dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n
Se non si vuole perdere il patrimonio rappresentato dalla ricchezza genetica della biodiversit\u00e0 diventa fondamentale individuare, inventariare e proteggere. il Mediterraneo rappresenta una delle aree geografiche a maggiore biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
Le Nazioni Unite hanno dichiarato il decennio 2021-2030<\/strong> come il decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n\n\n
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I reef temperati<\/h4>\n\n\n\n
Quando la maggior parte delle persone pensa ad un reef, immagina un reef corallino. Senza pensare che il termine reef significa scogliera<\/strong> e pu\u00f2 essere accostato anche ad ambienti pi\u00f9 freddi. I cosiddetti reef temperati. La differenza tra un reef corallino ed uno temperato sta nel modo in cui si costruiscono. Nel primo caso con la combinazione tra madrepore ed alghe, nel secondo caso tra alghe ed invertebrati. I reef corallini crescono mediamente di 10 centimetri all\u2019anno mentre quelli temperati di appena 1 millimetro l\u2019anno.<\/p>\n\n\n
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Il Mar Mediterraneo<\/h4>\n\n\n\n
La natura geologica, che ha caratterizzato la storia del bacino mediterraneo, ha determinato una successione di cambiamenti. Che hanno portato ad una complessa alternanza di acque fredde e acque calde. La combinazione di specie nel Mar Mediterraneo \u00e8 decisamente unica.<\/p>\n\n\n\n
Nel suo ecosistema la Posidonia oceanica<\/strong> riveste un ruolo chiave. Produce un\u2019alta quantit\u00e0 di ossigeno, protegge fondali e spiagge dall\u2019erosione e costituisce rifugio per pesci, molluschi e crostacei. Purtroppo \u00e8 in regressione, a causa del fenomeno della aratura<\/strong><\/em> dei fondali. Provocata da ancoraggi e pesca a strascico.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019introduzione di specie aliene<\/strong>, provenienti da mari pi\u00f9 caldi, sta generando ulteriori problemi. Nel 2012 sono state calcolate, nel Mediterraneo, la presenza di ben 986 specie marine non native. Sono in grado di sopravvivere e di riprodursi al di fuori del loro habitat. Il loro successo \u00e8 anche dovuto alla scarsa competizione tra le specie e alla loro conseguente capacit\u00e0 di ergersi a predatori naturali. La loro introduzione \u00e8 considerata una causa importante di perdita di biodiversit\u00e0. Un esempio calzante \u00e8 l\u2019invasione dell\u2019alga Caulerpa cylindracea<\/em> nel promontorio di Portofino.<\/p>\n\n\n
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Come facciamo a sapere se un reef \u00e8 in salute?<\/h4>\n\n\n\n
Il concetto di salute di un ecosistema \u00e8 soggettivo. Un approccio pu\u00f2 essere quello di definire lo stato normale elencando le propriet\u00e0 che costituiscono un ecosistema che si definisce integro. In genere per\u00f2 \u00e8 molto pi\u00f9 facile riconoscere un ecosistema in sofferenza. I sintomi<\/strong> possono essere: riduzione delle specie pi\u00f9 grosse ed aumento di quelle pi\u00f9 piccole, aumento di specie esotiche e catene alimentari pi\u00f9 corte.<\/p>\n\n\n
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Il ruolo del volontariato subacqueo<\/h4>\n\n\n\n
\u00c8 un dato di fatto che i ricercatori che possono dedicarsi al reef check, il monitoraggio dell\u2019ambiente costiero, sono troppo pochi. \u00c8 altrettanto noto che i subacquei che ogni giorno si immergono \u00e8 molto elevato. Combinare la manodopera dei subacquei<\/strong> con l\u2019impegno degli scienziati potrebbe rappresentare na soluzione vantaggiosa.<\/p>\n\n\n\n