{"id":4190,"date":"2021-06-21T19:10:18","date_gmt":"2021-06-21T17:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=4190"},"modified":"2025-02-19T15:13:19","modified_gmt":"2025-02-19T14:13:19","slug":"mario-marconi-uno-degli-speleosub-piu-importanti-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/06\/21\/mario-marconi-uno-degli-speleosub-piu-importanti-deuropa\/","title":{"rendered":"Mario Marconi: uno degli speleosub pi\u00f9 importanti d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n
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Mario Marconi \u00e8 uno degli speleosub pi\u00f9 importanti d\u2019Europa. Dal 2003 in poi \u00e8 protagonista di imprese incredibili che lo spingono laddove nessuno era mai arrivato. L\u2019esplorazione della Source de Saint Saveur e il relitto del battello Milano sono i suoi migliori risultati.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
I suoi esordi<\/h4>\n\n\n\n
Mario Marconi diventa un subacqueo a soli 17 anni e tre anni dopo viene attratto dai primi moti dei subacquei tecnici che si immergono nelle grotte. Le grotte sono un amore a prima vista, la classica attrazione fatale.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 un militare, lavora nell\u2019aeronautica ed \u00e8 un operatore di bordo sugli elicotteri di soccorso. A quei tempi presta servizio a Novara. Per lui arrivare in Francia per immergersi nelle grotte transalpine \u00e8 molto comodo. Frequenta i migliori spelosub e ne apprende le filosofie. Partecipa a numerose spedizioni.<\/p>\n\n\n\n
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Le prime imprese<\/h4>\n\n\n\n
Nel 2002 si brevetta Speleosub presso la Scuola Nazionale di Speleosubacquea. L\u2019anno successivo, insieme a Carlo Marcheggiani, raggiunge i -125 metri di profondit\u00e0 in circuito aperto nel sink hole, <\/em>il \u201cPozzo del Merro\u201d<\/strong>. Ad oggi l\u2019esplorazione umana pi\u00f9 profonda effettuata in questa dolina carsica. Nello stesso anno, e con lo stesso compagno di immersione, trova la continuazione della risorgenza di Capodacqua e ne esplora tutta la nuova sezione.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019esplorazione della Source di Saint Saveur (-174 metri)<\/h4>\n\n\n\n
La prima vera impresa \u00e8 datata 2004, quando con Jerome Meynie<\/strong>, esplora la Source di Saint Saveur<\/strong>. Si immergono in configurazione doppio rebreather, con uno scooter. E con uno scatolone in plastica da un metro quadrato, fissato al soffitto della grotta a 12 metri di profondit\u00e0, da utilizzare come habitat decompressivo.<\/p>\n\n\n\n
Hanno un assistente a -60 ed uno a -12. Niente di pi\u00f9, al resto ci devono pensare loro. Superano il limite conosciuto a -80, superano il passaggio laterale della grotta ed arrivano al pozzo verticale. Mario si ferma a \u2013 174, con il bombolino della muta stagna esaurito. Jerome arriva a -182.<\/p>\n\n\n\n
Risalgono insieme a -120 metri, fanno lo stop check e poi risalgono indipendentemente a causa dei differenti profili di immersione dovuti alle diverse profondit\u00e0 raggiunte.<\/p>\n\n\n\n
A 600 metri dall\u2019uscita del passaggio laterale si ferma il suo DPV. Lo spinge a mano sino allo scatolone deco. Entra nell\u2019abitat decompressivo e si fa 4 ore a respirare ossigeno. Lo raggiunge Jerome e con lui ascolta musica dall\u2019IPod, mangia frutta qualche barretta. Jerome sceglie \u201clasagne alla bolognaise\u201d, rigorosamente made in France.<\/p>\n\n\n\n
La sua immersione durer\u00e0 9 ore e 23 minuti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
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Da quell\u2019immersione sposa la filosofia del solo dive. \u201cPerch\u00e9 oltre ad una certa profondit\u00e0 puoi fornire al tuo compagno solo aiuto e non soccorso. Con lo stress, l\u2019attrezzatura tecnica e l\u2019ambiente difficile si rischia facilmente il doppio incidente.\u201d<\/p>\n\n\n\n
Ancora nel 2004 sempre in doppio CCR e senza nessun team di assistenza porta l\u2019esplorazione della grotta \u201cLa Foce\u201d<\/strong> dai -80m ai -120mt.<\/p>\n\n\n\n
Nel 2005 estende l\u2019esplorazione della \u201cGrava di S.Giovanni\u201d<\/strong> dal precedente terminous dei -70mt spingendosi fino ai -134m utilizzando CCR.<\/p>\n\n\n\n
Il relitto del Battello Milano (-241 metri)<\/h4>\n\n\n\n
Nel 2008 insieme ad Alessandro Scuotto<\/strong> e Pim van Der Horst<\/strong> si immerge sul relitto<\/strong> del battello \u201cMilano\u201d<\/strong> nel lago Maggiore raggiungendo i -241mt<\/strong> (profondit\u00e0 compensata con la quota) con rebreather. Ad oggi, \u00e8 l\u2019immersione umana pi\u00f9 profonda effettuata su un relitto. Il ROV di supporto, i palloni sparati alle tappe di sosta per dire che va tutto bene, la campana riscaldata e, soprattutto, le ore di decompressione. L\u2019ha raccontata molto bene Marco Sieni sul numero 274 di SUB, luglio del 2008. Vi invito a leggerla: http:\/\/www.marcosieni.it\/?Photo-Works\/Relitto-Milano–236<\/a>.<\/p>\n\n\n\n