{"id":3653,"date":"2021-04-24T13:14:41","date_gmt":"2021-04-24T11:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=3653"},"modified":"2025-02-19T15:14:27","modified_gmt":"2025-02-19T14:14:27","slug":"la-rana-pescatrice-del-faro-di-portofino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2021\/04\/24\/la-rana-pescatrice-del-faro-di-portofino\/","title":{"rendered":"La rana pescatrice del Faro di Portofino"},"content":{"rendered":"\n
Una rana pescatrice di un metro e mezzo riposava pigramente su un masso, al Faro di Portofino.<\/p>
Un\u2019immersione qualunque si trasforma in una giornata memorabile e divertentissima.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n
La sveglia e la preparazione<\/h5>\n\n\n\n
Ci sono giornate che iniziano male, come questo venerd\u00ec di fine aprile.<\/p>\n\n\n\n
Mi sveglio prima dell\u2019alba, come purtroppo spesso accade ultimamente. Tardo a prendere sonno la sera e, la mattina, ben prima delle sei apro gli occhi e non riesco pi\u00f9 ad addormentarmi. Sar\u00e0 per il nuovo stile di vita al quale siamo obbligati, che mi ha sballato completamente il ciclo lavorativo. Oppure sar\u00e0 semplicemente perch\u00e9 sto invecchiando.<\/p>\n\n\n\n
In ogni caso stamattina ho deciso di non lavorare. Perch\u00e9 alle 10 sar\u00f2 da Style Diving<\/a>, a San Michele di Pagana<\/strong> per un\u2019immersione con alcuni amici.<\/p>\n\n\n\n
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La sera prima ho preparato la mia attrezzatura per le videoriprese. Ho messo in carica i fari e la batteria della Go Pro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n
Mi alzo con calma, preparo il caff\u00e8. Nel frattempo, assemblo la videocamera all\u2019interno del suo scafandro e provo i fari della Easydive<\/a>. Funziona tutto. Ripongo in uno zainetto il sotto muta ed alcuni indumenti termici. Mi vesto e sono pronto per uscire di casa. <\/p>\n\n\n\n
Do uno sguardo al cellulare, in particolare alle e-mail di lavoro. Trovo una richiesta urgente, devo risolvere un problema non da poco. Mi attivo immediatamente, faccio un paio di telefonate e riesco a rimediare. Un sospiro di sollievo, la giornata \u00e8 salva. Finalmente riesco ad uscire di casa.<\/p>\n\n\n\n
Mi fermo a Rapallo per caricare in auto l\u2019attrezzatura subacquea. Parcheggio l\u2019auto nei pressi del magazzino nel quale ricovero tutta il mio equipaggiamento e mi accorgo di non aver portato con me le chiavi.<\/p>\n\n\n\n
Fortunatamente Giorgio, con il quale condivido il magazzino, \u00e8 gi\u00e0 al diving center. Risalgo in macchina e corro verso San Michele di Pagana per recuperare il suo mazzo di chiavi.<\/p>\n\n\n\n
Insomma, mi sono alzato molto presto e credevo di avere molto pi\u00f9 del tempo necessario per prepararmi. Invece arrivo al limite e mi trovo costretto ad assemblare in fretta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
Ah\u2026 dimenticavo! Credevo di avere il bibombola carico ed invece mi sbagliavo. <\/p>\n\n\n\n
La navigazione<\/h5>\n\n\n\n
Marco Alberti<\/strong>, che insieme ad Elena Colombo<\/strong> gestisce Style Diving<\/a>, mentre mi ricarica pazientemente il bibombola mi racconta che ieri, al Faro di Portofino<\/strong> hanno visto una rana pescatrice<\/strong>. Improvvisamente la mia giornata prende forma. Inizio a sognare.<\/p>\n\n\n\n
Sono finalmente pronto. In un attimo siamo all\u2019imbarco e carichiamo tutta la nostra attrezzatura. Non proprio tutta. Ma non voglio anticipare nulla.<\/p>\n\n\n\n
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La barca parte e si dirige verso il Faro. Sono seduto a poppa e volto le spalle al punto nave. Mi giro per rendermi conto di quanto manca all\u2019ormeggio. \u00c8 un\u2019abitudine, per capire quando \u00e8 il momento di prepararmi. Quando devo chiudere la cerniera della muta stagna ed iniziare ad indossare l\u2019attrezzatura. Ed \u00e8 in quel momento che realizzo di aver dimenticato al diving center la mia GoPro<\/a><\/strong>. \u00c8 troppo tardi per tornare indietro. \u201cPorca puttana \u00e8 davvero una giornata di merda\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n
Inizio a sperare che ci sia una pessima visibilit\u00e0 e che della rana pescatrice non ci sia traccia. Sarebbe una beffa atroce!!!<\/strong><\/p>\n\n\n\n
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L’immersione<\/h5>\n\n\n\n
La barca ormeggia, mi preparo e mi tuffo. Perdo la maschera, che scende lenta verso il fondo. \u201cCazzo! \u00c8 davvero una giornata di merda!!\u201d <\/p>\n\n\n\n
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Io e Marco Aprile<\/strong>, il mio buddy, ci diamo l\u2019ok e scendiamo. A sei metri facciamo il bubble check e poi gi\u00f9 sino al basamento. Giunto sul fondo decido di spostarmi verso il punto dove, pochi minuti prima, ero entrato in acqua, con il passo del gigante. Ritrovo la mia maschera. \u201cBeh dai, in fondo non \u00e8 andata cos\u00ec male\u201d.<\/p>\n\n\n\n
Iniziamo l\u2019immersione e scendiamo in profondit\u00e0<\/strong>. La visibilit\u00e0<\/strong> \u00e8 accettabile. Attraversiamo il tratto roccioso ad una batimetri di 40 metri di profondit\u00e0. Le gorgonie<\/strong> ci attendono. Trovo cinque stelle gorgone<\/strong>, bellamente appoggiate su dei rami meravigliosi di gorgonia rossa. <\/p>\n\n\n\n
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Procedo blandamente, pensando di scrivere un post nel quale raccontare che negli ultimi anni il numero delle stelle gorgone \u00e8 decisamente aumentato<\/strong>. Penso di cercare un esperto di biologia marina e di intervistarlo. Voglio capire se \u00e8 una mia sensazione o esiste un fondamento scientifico. Tanto ho parecchio materiale fotografico per condire l\u2019articolo. Lo far\u00f2, continuate a leggermi e prima o poi lo troverete su questo blog.<\/p>\n\n\n\n
Ci spostiamo verso il crinale che taglia la franata antistante il Faro, verso est. Qui la corrente \u00e8 forte. Passano alcuni grossi dentici<\/strong>, sono in caccia e nuotano poderosi. Ad un certo punto mi sfreccia davanti agli occhi un grosso tonno<\/strong>. E dietro di lui altri due, un po\u2019 pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 uno spettacolo meraviglioso. Me lo godo, anche perch\u00e9 se avessi avuto la video camera non avrei potuto certamente immortalarli.<\/p>\n\n\n\n
La beffa, atroce beffa<\/h5>\n\n\n\n
A questo punto iniziamo a risalire. Arriviamo ad una quota di circa venti metri. \u00c8 il momento del cambio gas<\/strong>. Cerco Marco per segnalaglielo e per attivare le procedure. Ed \u00e8 in quel momento che vedo il fascio di luce della sua torcia<\/strong> che si muove in modo innaturale. Ed in quel momento capisco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n
Una rana pescatrice<\/strong> \u00e8 appoggiata pigramente su un masso. Ed \u00e8 l\u00ec che inizio ad imprecare! E si, perch\u00e9 io di solito parlo sott\u2019acqua. \u00c8 una mia vecchia abitudine, non so se gli altri mi capiscano per\u00f2 io parlo, attraverso l\u2019erogatore. E stavolta impreco, contro me stesso, per essermi scordato la GoPro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n
Mi maledico per un paio di minuti e poi finalmente decido di godermi il momento<\/strong>. Decido che i miei occhi saranno la mia videocamera e che la scrittura sar\u00e0 l\u2019unico modo per trasmettere le mie emozioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n
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L\u2019occhio della rana pescatrice<\/strong> mi guarda curioso. Marco lo illumina, \u00e8 azzurro. La sua antenna<\/strong> vigila attentamente. Rimango colpito da quanto sia liscia la sua pelle, fa venire voglia di accarezzarla. Mi sposto per guardarlo di fronte. <\/p>\n\n\n\n
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La sua bocca<\/strong> \u00e8 davvero curiosa. Le labbra<\/strong> sono ricoperte di escrescenze, credo utili per mimetizzarsi. I denti<\/strong> sono aguzzi e la mascella<\/strong> \u00e8 davvero prominente. Ora mi concentro sulle sue branchie<\/strong> e sulle pinne<\/strong> pettorali<\/strong>, sono enormi. Quelle dorsali<\/strong> sono piccole e appuntite. Per ultimo osservo la sua coda, la famosa coda di rospo<\/strong>. \u00c8 davvero grande. <\/p>\n\n\n\n
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Decido di prelevare dalla tasca della mia muta stagna lo spool e ne misuro la lunghezza<\/strong>, facendo due piccoli nodi alle due estremit\u00e0 della cima. Il lavoro \u00e8 laborioso e la rana pescatrice inizia a dare segnali di impazienza. Ad in certo punto le sue pinne si trasformano in piccole ali e lei, lentamente si solleva ed inizia un volo lento ma leggiadro<\/strong> per inabissarsi in un posto dove i due subacquei curiosi non potranno pi\u00f9 infastidirla. Ripenso alla mia GoPro<\/a> e a quanto sarebbe stato bella quella ripresa con la rana pescatrice in volo. Dal mio erogatore esce l\u2019ultima imprecazione. Poi cambiamo gas ed iniziamo la risalita.<\/p>\n\n\n\n
Al diving center misureremo la cima dello spool. La rana pescatrice misura un metro e trenta\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n
Pi\u00f9 tardi, a casa mia<\/h5>\n\n\n\n
Ora sono qui, a casa mia. Sono incazzato con me stesso. Non mi sto perdonando la dimenticanza. Poi inizio a scrivere. Le parole danno sfogo alla mia rabbia e nasce questo post.<\/p>\n\n\n\n
E mi rendo conto che anche una sventura pu\u00f2 far nascere qualcosa di bello. Come questo racconto senza foto ma con grandi emozioni.<\/p>\n\n\n\n
Perch\u00e9 ci sono delle foto della rana pescatrice?<\/h5>\n\n\n\n
Perch\u00e9 curiosando su Facebook ho scoperto che qualcun\u2019altro stava imprecando per lo stesso motivo. O meglio, per molto meno. <\/p>\n\n\n\n
Alfonso \u201cFof\u00f2\u201d Sabella di Diving Evolution aveva la macchina fotografica ma non i flash.<\/p>\n\n\n\n
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Chiamo immediatamente Andrea Galliadi<\/strong> di Diving Evolution<\/a>. Gli racconto la mia esperienza e gli chiedo la cortesia di farmi prestare le foto.<\/p>\n\n\n\n
Beh insomma sono queste, saranno pure senza flash, ma le avessi fatte io ne andrei davvero fiero!!!<\/p>\n\n\n\n
\ud83d\udc4c<\/p>\n\n\n\n
Leggi anche:<\/h4>\n\n\n\n