{"id":11612,"date":"2024-03-24T16:56:00","date_gmt":"2024-03-24T15:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.underwatertales.net\/?p=11612"},"modified":"2025-02-19T14:55:21","modified_gmt":"2025-02-19T13:55:21","slug":"le-reti-fantasma-della-secca-di-santo-stefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.underwatertales.net\/2024\/03\/24\/le-reti-fantasma-della-secca-di-santo-stefano\/","title":{"rendered":"Le reti fantasma della Secca di Santo Stefano"},"content":{"rendered":"\n

Le reti fantasma della Secca di Santo Stefano<\/strong>. Un hotspot subacqueo unico, ricchissimo di biodiversit\u00e0, martoriato dalla pesca. Un intervento di recupero organizzato da Marevivo<\/strong>, con la collaborazione del Nautilus TDC<\/strong>, della Marina Militare<\/strong> e delle istituzioni locali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Una storia a lieto fine con grandi subacquei protagonisti e con un assessore con il vizio per le immersioni.<\/p>\n\n\n

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La secca di Santo Stefano<\/h2>\n\n\n\n

Al largo di Santo Stefano al Mare<\/strong>, a met\u00e0 strada tra Imperia e Sanremo, troviamo un\u00a0hotspot subacqueo tra i pi\u00f9 interessanti della Liguria di Ponente se non di tutto il Mar Mediterrane<\/strong>o.<\/p>\n\n\n\n

Un paesaggio marino ricchissimo di biodiversit\u00e0, un promontorio sommerso che si sviluppa a ferro di cavallo e sfoggia quasi 8 chilometri da poter esplorare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Una vera e propria perla, davanti alla nostra costa, ad una profondit\u00e0 accessibile a tutti i subacquei. Con una vastissima distesa di Posidonia e con stupefacenti concrezioni coralligene: un tipo di substrato creato da organismi marini, una sorta di condominio sommerso. Nello spazio di 1 metro quadrato di coralligeno, alla Secca di Santo Stefano, si possono trovare\u00a0pi\u00f9 di 100 specie diverse<\/strong>. E tutto questo garantisce un\u00a0habitat estremamente prolifero<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Cosa c\u2019\u00e8 sott’acqua<\/h3>\n\n\n\n

La grande prateria di Posidonia<\/strong>, su un vasto pianoro ad una profondit\u00e0 di 20 metri, funge da vera e propria nursery per tantissime specie marine. Alcune giungono appositamente qui per riprodursi e donano alla secca una stagionalit\u00e0 quasi unica. \u00c8 un habitat ideale per cernie, scorfani, salpe, aragoste, seppie, calamari, spugne, rane pescatrici e pesci San Pietro<\/strong>. Ma anche per barracuda, dentici, pesci luna e squali gattopardo<\/strong>, attirati dalla enorme presenza di piccoli pesci e crostacei da predare. Poco pi\u00f9 in profondit\u00e0, colonie di meravigliose gorgonie rosse<\/strong> con i loro ventagli alti sino ad un metro arricchiscono ulteriormente questo speciale paesaggio sommerso.<\/p>\n\n\n\n

La secca, che si trova a circa un miglio e mezzo dal porto di\u00a0Marina degli Aregai<\/strong>, regala siti di immersioni fruibili a tutte le tipologie di subacquei, con\u00a0profondit\u00e0 massime inferiori a 40 metri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Nautilus Technical Diving Center<\/h2>\n\n\n\n

Alla\u00a0Marina degli Aregai<\/strong>\u00a0troviamo\u00a0Nautilus Technical Diving Center<\/a><\/strong>, un centro immersioni gestito da\u00a0Davide Mottola<\/a><\/strong>, cinquant\u2019anni, di cui almeno 30 passati a immergersi in questi fondali, alla ricerca di nuovi paesaggi e tesori naturali. Davide sta concorrendo a fare della zona intorno a Marina degli Aregai un punto di riferimento per tutti gli amanti delle profondit\u00e0 marine e della fauna e della flora sommersa.<\/p>\n\n\n

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Purtroppo, non \u00e8 tutto rose e fiori. Perch\u00e9, durante le lunghe perlustrazioni sottomarine, non sono mancati avvistamenti sicuramente meno attraenti, non solo per un sommozzatore ma per chiunque ami il mare.<\/p>\n\n\n\n

Il grido d\u2019allarme di Davide Mottola<\/h2>\n\n\n\n

\u201cLa secca \u00e8 molto ampia e purtroppo \u00e8 molto martoriata. Abbiamo notato\u201d dice Davide Mottola \u201ctantissimi danni causati da palamiti e da reti impigliate. In queste secche, purtroppo, ci vengono a pescare. Le reti abbandonate e le lenze impigliate arrecano ferite mortali ai fondali.\u201d<\/p>\n\n\n\n

Davide sta cercando in tutti i modi di far passare il concetto di rispetto e tutela nei confronti del mare.<\/p>\n\n\n

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Le reti fantasma della Secca di Santo Stefano<\/strong> sono un vero problema!!!<\/p>\n\n\n\n

Le sue segnalazioni e i suoi allarmi sono giunti sino a Roma, alla sede di\u00a0Marevivo<\/a><\/strong>, che dal 1985 lavora per la tutela del mare e dell\u2019ambiente, contro l\u2019inquinamento e la pesca illegale, per lo studio della biodiversit\u00e0, la promozione e valorizzazione delle aree marine protette,\u00a0l\u2019educazione nelle scuole e nelle universit\u00e0 per lo sviluppo sostenibile e la sensibilizzazione del mare.<\/p>\n\n\n

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Massimiliano Falleri<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 il responsabile della divisione dei subacquei di Marevivo e da tempo organizza squadre composte da volontari che si occupano di rimuovere e recuperare le reti e gli arnesi da pesca abbandonati sott\u2019acqua. Le reti fantasma costituiscono una delle minacce pi\u00f9 grandi per gli animali marini. Si stima che, ogni anno, negli oceani ne finiscano 640mila tonnellate.<\/p>\n\n\n

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Venerd\u00ec 22 marzo: rimozione delle reti fantasma della Secca di Santo Stefano<\/h2>\n\n\n\n

Venerd\u00ec 22 marzo<\/strong>, un\u00a0team di valorosi subacquei volontari<\/strong>, sollecitati dalla\u00a0delegazione ligure di Marevivo<\/strong>, ha risposto al grido di allarme di Davide Mottola<\/strong>. Capitanati da\u00a0Massimiliano Falleri<\/strong>\u00a0e sotto la supervisione di Davide\u00a0la squadra dei subacquei di Marevivo ha recuperato ben quattro reti\u00a0<\/strong>che erano state abbandonate, negli anni, dai pescatori e che continuavano a svolgere il loro tremendo ruolo di cattura. Un\u2019operazione non semplice, resa ancor pi\u00f9 complicata dalle condizioni meteorologiche che in questo periodo rendono la visibilit\u00e0 sott\u2019acqua molto ridotta.<\/p>\n\n\n

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Partner di alto livello per la rimozione delle reti fantasma della Secca di Santo Stefano<\/h3>\n\n\n\n

A questa operazione ha preso parte anche un\u00a0gruppo ristretto di Sommozzatori della Marina Militare del gruppo COMSUBIN Comando subacquei e incursori \u201cTeseo Tesei\u201d<\/strong>, che da qualche tempo collabora attivamente con la Fondazione Marevivo, offrendo supporto e know how.<\/p>\n\n\n\n

Grazie alla loro competenza, all\u2019incredibile capacit\u00e0 di Davide Mottola di destreggiarsi in un ambiente reso difficile dalla scarsa visibilit\u00e0 e grazie alla tenacia dei subacquei volontari un tratto di questa meraviglia sommersa \u00e8 stato ripulito e tutelato.<\/p>\n\n\n

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Anche le istituzioni locali<\/strong> hanno partecipato attivamente a questo progetto, prodigandosi per smistare e smaltire le reti recuperate.  <\/p>\n\n\n\n

Remo Ferretti<\/strong> \u00e8 l\u2019assessore all\u2019ambiente del Comune di Santo Stefano<\/strong> al Mare con la passione per la subacquea e, da sempre, molto attivo in tema di campagne di raccolta reti abbandonate. \u201cNon \u00e8 la prima volta che la nostra amministrazione affronta il tema delle reti fantasma e del relativo recupero\u201d, ci spiega Remo. \u201cAbbiamo gi\u00e0 partecipato ad altri interventi analoghi che sono stati eseguiti sempre in collaborazione con Nautilus Technical Diving Center e con AMAIE Servizi che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Sono lieto che Marevivo abbia deciso di intervenire sulla secca perch\u00e9 la nostra amministrazione, e in particolare il nostro assessorato, in questi quattro anni ha investito molto nella tutela del mare.\u201d<\/p>\n\n\n\n

Il Comune di Santo Stefano al Mare ha anche patrocinato l\u2019iniziativa dimostrandosi disponibile a continuare a collaborare anche in futuro. <\/p>\n\n\n\n

Abbiamo un sogno<\/h2>\n\n\n\n

C\u2019\u00e8 ancora davvero molto da fare, per proteggere questo incredibile tratto di mare. Purtroppo, altre reti abbandonate continuano a svolgere il loro inutile lavoro e molte lenze sono tutt\u2019ora impigliate tra i rami delle maestose gorgonie. Il nostro compito \u00e8 quello di segnalare costantemente queste situazioni che mettono a repentaglio la salute di questi meravigliosi hotspot subacquei. <\/p>\n\n\n\n

Perch\u00e9 il sogno di Davide Mottola e di tutti noi che amiamo il mare \u00e8 quello di creare, sulla Secca di Santo Stefano, un sito da sfruttare per ricerche e per visite guidate. \u00c8 un sogno di uomini che con il mare hanno un rapporto di rispetto e non di rapacit\u00e0 predatoria.<\/p>\n\n\n

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I protagonisti del recupero delle reti fantasma della Secca di Santo Stefano<\/h2>\n\n\n\n

Hanno partecipato: Davide Mottola, Matteo Carli, Massimiliano Falleri, Enrico Ascani, Stefano Bruno, Gianluca Cireddu, Marco Alberti, Stefano Sibona, Niccol\u00f2 Crespi, Andrea Farnesi, Roberto Bottini, Gianluca Jin Recita e Pietro Carzolio. <\/p>\n\n\n\n

Per l\u2019amministrazione di Santo Stefano hanno dato il loro prezioso contributo il sindaco Marcello Pallini e l\u2019assessore all\u2019ambiente con la passione della subacquea Remo Ferretti. <\/p>\n\n\n\n

Per la Marina Militare ha partecipato una squadra di 12 sommozzatori coordinati dal Comandante Trevisan.<\/p>\n\n\n

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Rassegna stampa<\/h2>\n\n\n\n
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Recupero reti fantasma: subacquei e marina militare proteggono la secca di Santo Stefano<\/a><\/blockquote>